I transfer pricing adjustment possono incidere sulla base imponibile Iva? Dipende… | Armella & Associati

I transfer pricing adjustment possono incidere sulla base imponibile Iva? Dipende…

I TP adjustment sarebbero da considerarsi “fuori campo Iva”, quali cessioni di denaro, in considerazione del disposto dell’art. 2, decreto 633 del 1972.

Sono queste le conclusioni a cui è giunta l’Agenzia delle entrate in un recente interpello proposto da una multinazionale italiana.

La questione, tuttavia, non è di così semplice soluzione giacché, sulla base di quanto affermato dalla Commissione europea nell’ambito del Working paper 28 febbraio 2017, n. 923, è necessario esaminare diversi fattori al fine di stabilire la rilevanza Iva dei TP adjustments.

Occorre innanzitutto distinguere tra aggiustamenti imposti dall’Amministrazione fiscale, operati a seguito di accertamento e incidenti sulle masse di operazioni, e le rettifiche, previste contrattualmente, effettuate dalle parti a consuntivo, per allineare i prezzi di trasferimento con i valori che risultano coerenti con il criterio dell’arm’s lenght.

In particolare, secondo quanto stabilito dalla Commissione, affinché gli adjustments in questione incidano sulla determinazione della base imponibile dell’Iva è necessario che:

– vi sia un corrispettivo, ossia una regolazione monetaria o in natura per tale aggiustamento;

– siano individuate le cessioni di beni o forniture di servizi cui il corrispettivo si riferisce;

– sia presente un legame diretto tra le cessioni di beni o forniture di servizi e il corrispettivo.

A tale proposito, gli aggiustamenti volontari, posti in essere dalle parti, potrebbero essere precisamente riferiti a una o più transazioni specifiche e, a certe condizioni, comportare la modifica della base imponibile Iva, così come previsto dall’art. 13 del decreto 633 del 1972.

Nel caso, pertanto, in cui venga ravvisato un collegamento diretto tra l’aggiustamento voluto dalle parti e la precedente fornitura di un bene o di un servizio, i TP adjustments si potrebbero ritenere rilevanti ai fini Iva.

Diversa è invece la sorte delle rettifiche imposte dall’Ufficio, le quali, non incidendo sulla volontà delle parti avente a oggetto la determinazione del corrispettivo, si considerano assimilate alle cessioni di denaro e, pertanto, “fuori campo” Iva.

 

Sara Armella

Luca Piemontese

 

Marzo 2018

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