Omesso versamento Iva all’importazione: responsabilità penale estesa al detentore

Secondo quanto ribadito dalla giurisprudenza di legittimità, il reato di evasione dell’Iva all’importazione è configurabile non soltanto nei confronti di chi ha, abusivamente, introdotto la merce nel territorio dello Stato, ma anche nei riguardi di tutti coloro che ne sono successivamente entrati in possesso e, pur consapevoli dell’illegittimità della sua origine, non hanno assolto il tributo (Cass., sez. III, 18 dicembre 2017, n. 56264).

Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva qualificato l’omesso versamento dell’Iva come reato istantaneo a effetti permanenti, che si perfezionava nel momento in cui sorgeva il diritto erariale a pretendere il pagamento dell’imposta.

La Suprema Corte, chiamata a esaminare la questione, ha chiaramente indicato la natura permanente del reato, la cui consumazione si esaurisce solo quando cessa l’attività diretta a consentire l’illecita circolazione della merce nel territorio dello Stato.

E invero, sulla merce introdotta nel territorio dello Stato e sottratta al pagamento dell’imposta grava un carattere di antigiuridicità che coinvolge ogni successivo atto di vendita o di trasporto della merce medesima e che perdura sino a quando non viene adempiuta l’obbligazione tributaria.

La ratio dell’Iva all’importazione, nonostante la sua natura di tributo interno, è impedire che gli interessi economici e fiscali dell’Unione europea subiscano un pregiudizio e, a nulla rileva, ai fini della configurabilità del reato in esame, la distinzione tra importatori abusivi iniziali od originari e detentori successivi.

 

Elisabetta Zepponi

Febbraio 2018

 

Related Posts

© 2016 Studio Armella - All rights reserved.