Rimborso dei dazi antidumping per fasteners prodotti in Cina e Malaysia

Com’è noto, per le importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare cinese, era previsto un dazio antidumping compreso tra il 70 e il 74% del valore della merce (Regolamento CE 26 gennaio 2009, n. 91, poi esteso anche ai prodotti provenienti dalla Malaysia). Ritenendo che tali misure fossero in contrasto i principi espressi dal WTO antidumping Agreement e dal GATT 1994, la Cina ha richiesto il riesame del regolamento citato. Al termine delle proprie indagini, l’Organismo di risoluzione delle controversie istituito in seno al WCO ha stabilito che i dazi antidumping sulle importazioni di prodotti provenienti dalla Cina e dalla Malaysia sono in contrasto con numerose norme dell’Accordo antidumping WTO, con riferimento alla determinazione dei valori normali, alla definizione dell’industria nazionale e del pregiudizio, alla valutazione delle caratteristiche del prodotto. La Commissione, con Regolamento UE, 26 febbraio 2016, n. 278, ne ha, pertanto, disposto l’abrogazione. Tale provvedimento non prevede nulla in merito all’eventuale restituzione dei dazi riscossi nella vigenza del Regolamento UE 91 del 2009. Ciò nondimeno, poiché l’art. 116 del codice doganale dell’unione consente il rimborso dei dazi all’importazione “applicati in eccesso”, si ritiene possano configurarsi i presupposti per richiedere alla competente Amministrazione doganale il rimborso dei dazi illegittimamente pretesi.

Ottobre 2016

Sara Armella

Lucia Mannarino

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