Responsabilità in caso di rappresentanza diretta e indiretta


Il perimetro della responsabilità del rappresentante doganale continua a essere motivo di confronto e di pronunce giurisprudenziali.

Da ultimo si segnala la Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza 16 gennaio 2017, sezione XV, numero 332. Con questa pronuncia, il giudice milanese ribadisce il principio secondo cui il rappresentante diretto non risponde né per i tributi, né per le sanzioni doganali, di cui rimane soggetto passivo il proprietario della merce. Il punto interessante della sentenza riguarda, però, l’esclusione dell’obbligazione doganale nei confronti del rappresentante indiretto, ove la contestazione esuli dalle verifiche di sua competenza.

Nel caso concreto, in particolare, era in discussione la determinazione del valore doganale, in relazione a stampi forniti al produttore dall’importatore e in presenza di una contestazione penale promossa nei confronti di quest’ultimo, ma non dello spedizioniere. Il giudice afferma, in proposito, che non è corretto ipotizzare un’indiscriminata responsabilità del rappresentante indiretto, ma è necessario procedere a un’attenta analisi delle circostanze del caso concreto.

In particolare, “non è dato rilevare, nella fattispecie, il fattivo coinvolgimento dello spedizioniere in azioni svianti il corso del procedimento doganale ed estranee al mandato professionale, limitandosi il controllo dello spedizioniere alla verifica della corrispondenza tra la dichiarazione doganale e la situazione obiettiva della merce risultante dalla documentazione fornita dall’importatore, non potendosi investire lo spedizioniere doganale di una funzione investigativa, spettante ad altri organi dello Stato, muniti dei necessari poteri investigativi”. Ad avviso del giudice, quando si verificano tali circostanze, il rappresentante indiretto non risponde né per i tributi doganali, né per le sanzioni.

Sara Armella

Milano, 9 febbraio 2017

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