Ravvedimento operoso in dogana: dopo il pvc ridotto lo sconto sulle sanzioni

Il Decreto Fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 (d.l. 124/2019, conv. in l. 157/2019) ha reso meno conveniente il ravvedimento operoso a seguito della notifica di un pvc. La novità, che originariamente doveva interessare la sola fiscalità locale, determina un’importante conseguenza per i tributi amministrati dall’Agenzia delle dogane.

Com’è noto, il ravvedimento operoso (disciplinato dall’art. 13 d.lgs. 472 del 1997) è un istituto che permette di definire violazione o omissioni d’imposta versando le imposte in misura integrale e le sanzioni in misura agevolata, con una riduzione proporzionata alla tempestività della regolarizzazione. È possibile accedere al ravvedimento anche se l’Amministrazione ha già intrapreso accessi, ispezioni e verifiche, con il solo limite della notifica di un atto di accertamento.

Sino al dicembre 2019, la riduzione delle sanzioni a un quinto del minimo (art. 13, comma 1, b-quater) per i casi di ravvedimento attivato dopo la notifica del processo verbale di constatazione, era espressamente esclusa per i tributi doganali, potendosi comunque applicare le altre forme di ravvedimento (decisamente più favorevoli) previste dall’art. 13, con uno sconto delle sanzioni da 1/10 a 1/6, a seconda del periodo di tempo trascorso dalla violazione (Ag. dogane, circ. 47763/2017).

Per effetto della modifica normativa, invece, per i pvc notificati dopo il 25 dicembre 2019 le sanzioni potranno essere ridotte soltanto al 20% (1/5) del minimo edittale.

Sebbene vi sia ancora qualche incertezza, alcuni uffici territoriali hanno già modificato la propria prassi, consentendo la riduzione delle sanzioni soltanto a 1/5 per i ravvedimenti post pvc. Si attende sul punto un chiarimento dell’Agenzia delle dogane.

Lucia Mannarino

Gennaio 2020

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