In dogana il rappresentante indiretto non risponde per Iva e accise

Con sentenza dello scorso luglio, la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha chiarito che il rappresentante doganale non è responsabile in solido con l’importatore in caso di accertamenti doganali relativi a Iva e accise (Comm. trib. reg. Milano, sez. VII, 20 luglio 2017, n. 3288).
La vicenda sottoposta all’attenzione dei giudici tributari riguarda una partita di bevande alcoliche oggetto d’importazione all’interno del territorio nazionale scortate da documenti di transito MRN T1 e, pertanto, in sospensione d’imposta, fino all’immissione in consumo della stessa.
Per l’espletamento delle formalità doganali l’importatrice si è rivolta a una casa di spedizione che ha agito in rappresentanza indiretta.
Secondo l’orientamento espresso dall’Amministrazione doganale, il rappresentante indiretto sarebbe responsabile del mancato versamento dell’imposta sul valore aggiunto e delle accise sulle bevande alcoliche, presumibilmente immesse in consumo, in solido con il proprietario delle stesse.
Al riguardo, i giudici hanno escluso qualsiasi responsabilità solidale del rappresentante sia con riferimento all’Iva che alle accise contestate, avendo queste natura di tributi interni e non di risorse proprie del bilancio comunitario e, come tali, escluse dalla previsione di cui all’art. 201, par. 3, cdc (ora art. 77 cdu).
Tale norma, infatti, prevede la responsabilità solidale del rappresentante indiretto, esclusivamente in relazione all’obbligazione doganale.

Sara Armella
Massimo Monosi

 

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