Splafonamento Iva sanabile attraverso le liquidazioni periodiche

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate 6 febbraio 2017, n. 16, ha stabilito che è possibile sanare lo splafonamento Iva versando le sole sanzioni e inserendo l’imposta e gli interessi nelle liquidazioni periodiche.

L’Amministrazione finanziaria ha, tuttavia, specificato che la regolarizzazione deve avvenire entro il termine del 31 dicembre dell’anno in cui si è realizzata la violazione.

Come noto, l’art. 7, comma 4, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, stabilisce che qualora siano effettuate operazioni non imponibili oltre il limite del plafond disponibile, il cessionario o committente è responsabile della sanzione dal 100% al 200% dell’imposta, oltre al recupero dell’Iva e degli interessi.

Il tema delle modalità di regolarizzazione dello splafonamento era già stato dettagliatamente affrontato dalla circolare 12 giugno 2002, n. 50, la quale enunciava chiaramente tre possibilità alternative: richiesta di emissione delle note di variazione in aumento al proprio cedente; emissione di autofattura e versamento diretto dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi; assolvimento dell’imposta, comprensiva degli interessi, in sede di liquidazione periodica, con obbligo di versamento della sola sanzione dovuta.

Nonostante la precisione con cui la questione era stata affrontata dall’Amministrazione finanziaria, la possibilità di utilizzare la liquidazione periodica per sanare lo splafonamento non è stata più affrontata dalla prassi amministrativa successiva.

Al riguardo, la risoluzione in commento riconferma tutte le possibili modalità operative per regolarizzare lo splafonamento, tra cui quella relativa all’utilizzo delle liquidazioni periodiche.

In particolare, l’operatore potrà emettere autofattura entro il 31 dicembre dell’anno di splafonamento, assolvere l’Iva in sede di liquidazione periodica e presentazione una copia dell’autofattura al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate.

Per quanto concerne le sanzioni, infine, queste potranno essere versate in misura ridotta mediante l’utilizzo del ravvedimento operoso.

Luca Piemontese

Febbraio 2017

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