Opportunità per le aziende: il rimborso dell’addizionale sull’energia elettrica

La Corte di Cassazione apre la strada alle richieste di rimborso dell’addizionale sull’energia elettrica versate nei periodi di imposta 2010 e 2011 (Cass., sez. V, 15 ottobre 2020, n. 22344).

La Suprema Corte ha, infatti, chiarito che l’articolo 6, D.L. n. 511/1988 è in contrasto con la Direttiva europea 2008/118/CE.

Il fornitore e il consumatore finale hanno quindi il diritto di presentare richiesta di rimborso all’Amministrazione finanziaria per ottenere la restituzione di quanto versato illegittimamente.

In via generale, il rimborso spetta al fornitore che sia rimasto inciso dal tributo. Il termine di decadenza per presentare la relativa istanza previsto dalla Cassazione è tuttavia particolarmente breve. La Suprema Corte ha, infatti, stabilito che tale termine inizi a decorre dal momento in cui le addizionali 2010 e 2011 sono state effettivamente pagate e sia pari a due anni.

Per evitare che a molti fornitori sia impedito di presentare istanza di rimborso per lo spirare del termine di decadenza, parte della dottrina ha sostenuto che tale termine non dovrebbe iniziare a decorrere dal momento del pagamento, bensì dalla data in cui l’accertamento dell’indebito è divenuto definitivo, circostanza che dovrebbe coincidere con la data di pubblicazione della prima sentenza di Cassazione che ha riconosciuto l’illegittimità dell’addizione provinciale (Cass., sez. V, 17 aprile 2019, n. 901). Secondo questa interpretazione il fornitore non sarebbe pertanto ancora incorso in nessuna decadenza, pur dovendo presentare la propria richiesta di rimborso celermente nei prossimi mesi.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto di richiedere il rimborso anche al consumatore finale, seppur limitando tale facoltà ad alcuni casi particolari.

L’utente finale potrà, infatti, rivolgersi direttamente all’Amministrazione finanziaria per il rimborso di quanto pagato, solamente qualora l’azione nei confronti del fornitore per ottenere la restituzione dell’addizionale indicata in fattura sia oltremodo gravosa (come accade, ad esempio, nell’ipotesi di fallimento di quest’ultimo).

Novembre 2020

Alessandro Gaggero

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