Obbligatorio il contraddittorio preventivo anche per i tributi non armonizzati

La violazione del diritto del contribuente al contraddittorio preventivo, ossia antecedente all’emanazione dell’atto di accertamento, determina l’illegittimità dell’atto e, di conseguenza, il suo annullamento. Il riconoscimento di tale diritto si estende anche ai tributi per i quali la disciplina specifica non stabilisce un previo contraddittorio, in quanto è espressione di un principio di natura generale, ricavabile sia dalla Costituzione (art. 97) che dagli articoli 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, i quali garantiscono il diritto di ogni individuo a essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale lesivo. L’inviolabilità di tale diritto, come recentemente riconosciuto dalla Corte di Giustizia e dalla Corte di Cassazione (sentenza 5 dicembre 2014, n. 25759) anche per i tributi non armonizzati dalla normativa europea (quali dazi doganali e Iva) apre la strada al riconoscimento dell’illegittimità degli avvisi di rettifica (per esempio in materia di imposte di registro, ipotecarie e catastali) per i quali non vi sia stata la preventiva comunicazione, al contribuente, dell’avvio di un procedimento di accertamento fiscale, anche “a tavolino”.

Sara Armella

Marzo 2015

Related Posts

© 2016 Studio Armella - All rights reserved.