Nuovi dazi antidumping sulle importazioni di elettrodi di grafite di origine cinese

A partire dallo scorso 16 ottobre 2021, le importazioni nell’Unione europea di elettrodi di grafite di origine cinese, utilizzati nella produzione di forni elettrici, (codici TARIC 8545110010, 8545110015, 8545909010 e 8545909015) sono soggette, in via generale, all’applicazione di un dazio antidumping del 66,5% (Regolamento della Commissione Ue n. 1812/2021).

Com’è noto, il 17 febbraio 2021 la Commissione europea ha aperto un’inchiesta antidumping in relazione a determinati sistemi di elettrodi di grafite di origine cinese a seguito di una formale denuncia presentata da diversi produttori dell’Unione europea. Dopo le necessarie indagini, che hanno coinvolto anche diversi fornitori – esportatori cinesi, la Commissione ha constatato non soltanto un incremento delle importazioni di tali prodotti dalla Cina, ma anche un prezzo di vendita decisamente inferiore rispetto a quello di analoghi articoli realizzati in Europa, con un notevole danno per l’industria UE.

Di conseguenza, la Commissione UE ha istituito, in via generale, un dazio provvisorio del 66,5% sulle importazioni dalla Cina di elettrodi di grafite di origine cinese classificabili ai predetti codici TARIC, prevedendo, tuttavia, aliquote più favorevoli (comprese tra il 17,5 e il 24,5%) per i prodotti realizzati da alcuni fornitori cinesi che hanno collaborato all’inchiesta, elencati nel Regolamento UE 1812/2021. Per beneficiare delle aliquote individuali, oltre all’ordinaria documentazione commerciale, in fase di importazione dovrà essere presentata una fattura di vendita compilata dal fornitore cinese secondo le specifiche previste nel Regolamento e, in caso di dubbi, potranno essere effettuati controlli ulteriori sulla merce.

 

Sara Armella

Lucia Mannarino

Armella & Associati

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