Nuovi controlli della Gdf per chi ha aderito alla Voluntary Disclosure

È notizia degli ultimi giorni che la Guardia di finanza sta compiendo alcuni controlli nei confronti di contribuenti che hanno aderito alla c.d. Voluntary Disclosure (VD), la procedura di collaborazione volontaria con il Fisco disposta per la prima volta dal legislatore nel 2015 e una seconda volta nel 2017 (c.d. Voluntary bis).

La VD ha permesso di sanare violazioni dichiarative in materia di monitoraggio fiscale e di imposte dirette mediante una definizione agevolata con sanzioni ridotte e, entro certe soglie, con una determinazione forfettaria del reddito evaso. L’agevolazione ha garantito anche uno scudo per i reati penali connessi alle violazioni. Ai contribuenti aderenti è stata offerta, inoltre, l’opportunità di rimpatriare le consistenze patrimoniali detenute all’estero o di mantenerle in caso di depositi presso Paesi aderenti agli accordi OCSE in materia di scambio di informazioni automatico.

I recenti controlli della Gdf si stanno concentrando sui contribuenti che allora decisero di rimpatriare, mediante prelievo di contanti e trasporto in Italia attraversando la dogana, le somme detenute su un conto corrente estero. La circolare 27/E del 2015 dell’Agenzia delle entrate, infatti, consentiva, nell’ambito della VD, tale modalità di rimpatrio, a condizione che le somme venissero successivamente depositate in apposita cassetta di sicurezza sul territorio italiano.

D’altra parte, l’art. 3, d.l. 195 del 2008 obbliga chiunque entri o esca dal territorio nazionale trasportando contante di importo pari o superiore a 10.000 euro a dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane. La violazione di tale disposizione è punita con ingenti sanzioni amministrative, le quali possono arrivare fino al 50% degli importi trasportati.

I controlli delle Fiamme gialle, se tradotti in altrettanti atti impositivi, potrebbero comportare la riapertura dei conti con l’Amministrazione finanziaria per diversi contribuenti.

La violazione di cui al d.l. 195 del 2008 resta, in ogni caso, di difficile dimostrazione per le autorità e il suo accertamento è inoltre sottoposto a un termine di decadenza quinquennale. Molte operazioni di rientro di contanti potrebbero dunque già risultare prescritte.

Stefano Comisi

Sara Pestarino

Gennaio 2020

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