Nuova possibilità per regolarizzare le attività estere: riaperta la Voluntary Disclosure

Tra le numerose novità introdotte dal d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, si evidenzia la riproposizione della ormai nota Voluntary Disclosure.

I contribuenti che, pertanto, desiderano regolarizzare attività estere ovvero contanti e cassette di sicurezza presenti in Italia, non dovranno attendere i 30 giorni della conversione in legge ma, essendo il decreto immediatamente esecutivo, potranno inviare sin da subito le relative istanze (sul punto l’Agenzia delle entrate ha specificato che sino all’emanazione del nuovo modello d’istanza è possibile utilizzare i prestampato della vecchia edizione).

Per quanto attiene gli obiettivi, la Voluntary Disclosure bis riguarderà soprattutto tre differenti ambiti: attività detenute nei Paesi che hanno stipulato accordi di scambio di informazione solo di recente (come per esempio la Svizzera), Voluntary nazionale e regolarizzazione dei contanti.

La procedura in esame riprende quanto già previsto dalla precedente edizione, la quale ha portato un gettito all’Erario di circa 4 miliardi di euro. La modifica più importante, apportata su suggerimento dell’Agenzia delle entrate, è stata quella di demandare ai contribuenti i complessi calcoli necessari per la determinazione del debito tributario.

In pratica, coloro che vorranno regolarizzare i propri patrimoni dovranno fornire all’Agenzia delle entrate non soltanto tutta la documentazione necessaria (così come previsto anche nella prima versione della Voluntary), ma dovranno preoccuparsi anche di effettuare tutti i calcoli, compresi quelli relativi a sanzioni e interessi.

Luca Piemontese

Ottobre 2016

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