No al fermo amministrativo del rimborso Iva in caso di idonea garanzia

Qualora il contribuente abbia prestato idonea garanzia, ai sensi dell’art. 38-bis, d.p.r. 633 del 1972, l’Amministrazione finanziaria non può emettere il provvedimento di fermo del credito Iva.
Questo il principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione, Sezioni riunite, con la sentenza 31 Gennaio 2020, n. 2320.

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, il contribuente  ha sostenuto che il sistema di garanzie predisposto dalla norma non potesse precludere la sospensione del rimborso.
La Cassazione ha ritenuto che tra il fermo amministrativo ed il rimborso ex art. 38-bis sussista un rapporto di alternatività tale per cui, in presenza di una garanzia idoneamente prestata ed in corso di validità, il provvedimento di fermo cautelare non può essere opposto dall’Amministrazione finanziaria.

L’Amministrazione, precisamente, non può “cautelarsi due volte”, con riguardo allo stesso credito vantato dal contribuente, emettendo un provvedimento di fermo durante la vigenza della garanzia – cauzione, polizza fideiussoria assicurativa o fideiussione bancaria che sia – prestata dal contribuente a norma dell’art. 38-bis. Una simile duplice cautela si risolverebbe in un carico eccessivo per il contribuente, che, oltre ad assolvere gli oneri connessi alla prestazione della garanzia, vedrebbe il proprio credito assoggettato a un provvedimento sospensivo.

Sara Armella

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