Nessuna legittimazione passiva in capo alla società cancellata dal registro delle imprese

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sugli effetti procedimentali in capo alle società estinte, precisando che queste ultime, dal momento della loro cancellazione dal registro delle imprese, sono private della loro legittimazione processuale passiva.
In particolare, i Giudici di legittimità, con la sentenza 8 marzo 2017, n. 5988, analizzando nuovamente l’annosa questione inerente i rapporti giuridici delle società cessate, hanno affermato che l’art. 2495 del codice civile esclude radicalmente che una società estintasi possa mantenere la legittimazione processuale, anche a mezzo del suo liquidatore.
La sentenza in commento, confermando un precedente intervento delle Sezioni Unite (Cass., 12 marzo 2013, n. 6070), ha anche il merito di affermare il principio di diritto secondo il quale se la cancellazione avviene in pendenza di giudizio, del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dall’art. 299 c.p.c., con possibile successiva prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci.
In sostanza, ai fini processuali, la cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società impedisce che essa possa agire o essere convenuta in giudizio. Se l’estinzione della società cancellata dal registro interviene in pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dall’art. 299 c.p.c.

Luca Piemontese

Maggio 2017

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