L’imposta regionale sulla benzina per autotrazione è contraria ai principi Ue?

L’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (c.d. “Irba”) è illegittima e, se versata, deve essere rimborsata.
Questo il principio espresso dalla Commissione tributaria regionale di Torino con la sentenza 14 Gennaio 2020, n. 53.

I giudici di merito hanno rilevato che tale imposta grava su un prodotto, la benzina, che risulta già assoggettato ad accisa.
Per questa ragione il tributo avrebbe potuto ritenersi legittimo solo alle condizioni dettate dall’art. l, paragrafo 2, direttiva CE 6 Dicembre 2008, n. 118, che impone la destinazione a finalità specifiche del gettito derivante da prelievi di tale natura.
L’Irba, oltretutto, è già oggetto di procedura d’infrazione da parte della Commissione europea, che valuterà la presunta illegittimità dell’imposta ai sensi dei principi unionali.

La Commissione europea ritiene che la possibilità, per gli Stati membri, di assoggettare a ulteriori prelievi i prodotti (già) sottoposti ad accisa sia subordinata al rispetto di due condizioni: a) l’imposta deve essere utilizzata per fini specifici; b) l’imposta deve essere conforme alla normativa dell’Unione europea in materia di accise o Iva.

La Commissione regionale di Torino, confermando quanto già statuito dal giudice di primo grado, ha ritenuto che, nel caso in esame, nessuna delle due condizioni sia stata rispettata dall’imposta regionale, non essendo specificate le finalità del prelievo e non essendo conforme alle normative unionali in materia di accise e Iva.

Stefano Comisi

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