L’esenzione dalla ritenuta alla fonte sugli interessi solo ai “beneficiari effettivi”

La Corte di Giustizia UE, con la sentenza del 26 febbraio 2019, cause riunite C-115/16, C-118/16, C-119/16, C-299/16, si è pronunciata sull’interpretazione delle direttive europee madre-figlia (Direttiva 2011/96/UE) e interessi-royalties (Direttiva 2003/49/CE), concernenti il regime fiscale applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi.

I giudici chiariscono che l’esenzione per gli interessi versati è riservata ai soli “beneficiari effettivi”, ossia quei soggetti che dispongono realmente degli interessi percepiti e che in presenza di pratiche abusive o fraudolente le autorità e i giudici nazionali devono negare l’agevolazione.

Il giudice europeo ha chiarito che tale pratica abusiva può essere provata attraverso indizi oggettivi e concordanti, quali l’esistenza di società interposte prive di giustificazione economica, nonché la natura puramente formale della struttura del gruppo societario, della costruzione finanziaria e dei finanziamenti.

Sarà il contribuente a dover dimostrare il rispetto delle condizioni della direttiva, mentre spetterà all’Amministrazione provare l’abuso ma non, anche, identificare il beneficiario effettivo.

Anna La Rosa

Marzo 2019

 

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