Le spese fatturate allo spedizioniere concorrono al valore doganale

Con sentenza dello scorso maggio, la Corte di Giustizia ha chiarito che tra gli elementi che concorrono a determinare il valore in dogana devono essere considerati anche le spese e gli onorari corrisposti allo spedizioniere, o qualsiasi altro intermediario del trasporto, per l’attività svolta (Corte di giustizia, 11 maggio 2017, C‑59/16, The Shirtmakers BV).
La vicenda sottoposta all’attenzione dei giudici europei riguarda una società olandese che ha provveduto all’importazione di prodotti tessili dall’Asia. Per l’espletamento delle formalità doganali l’importatrice si è rivolta a una casa di spedizioni la quale stipulava, a proprio nome, distinti contratti con diversi vettori “di fatto” poi incaricati di gestire operativamente il trasporto.
Per la determinazione del valore in dogana, lo spedizioniere incaricato ha preso in considerazione il prezzo pagato per l’acquisto della merce, oltre alle spese sostenute per il solo trasporto della stessa.
Secondo l’orientamento espresso dalle autorità doganali olandesi, gli importi fatturati dai vettori “di fatto” alla casa di spedizione incaricata dall’acquirente, concorrono alla determinazione del valore in dogana rientrando tra le spese di trasporto in quanto riaddebitate, dallo spedizioniere alla società importatrice, maggiorate a titolo di servizi di intermediazione e organizzazione diretti a far realizzare il trasporto.
Al riguardo, la Corte di Giustizia ha stabilito che la nozione di «spese di trasporto», “comprende il supplemento fatturato dallo spedizioniere all’importatore, corrispondente al margine di profitto e ai costi di tale spedizioniere, a titolo dei suoi servizi di organizzazione del trasporto delle merci importate verso il territorio doganale dell’Unione europea”.

Massimo Monosi

Luglio 2017

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