Le operazioni doganali di reintroduzione di merci a cavallo della Brexit

Senza dazi la reintroduzione di merci da Uk

Un tema di grande interesse per le aziende che hanno inviato nel Regno Unito beni in conto vendita o con contratto di fornitura condizionato riguarda l’eventuale tassazione doganale al confine europeo.

Le merci europee trasportate nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 possono essere reintrodotte nel territorio dell’Unione europea a dazio zero. È quanto previsto dalle linee guida della Commissione europea nel settore delle dogane (pagina 17, punto 5.4), aggiornate il 23 dicembre 2020.

La Commissione europea ha specificato, inoltre, che i beni trasportati o spediti da uno Stato membro nel Regno Unito prima della fine del periodo transitorio, anche se sono reintrodotti nel territorio doganale dell’Unione europea dopo il 1° gennaio 2021, sono esenti Iva ai sensi dell’art. 143, par. 1, lett. e), della direttiva Iva 112/2006 (linee guida per l’Iva sui beni, punto 2).

 

Le merci in reintroduzione nel Codice doganale dell’Unione

La procedura di reintroduzione di merci unionali è espressamente disciplinata dall’art. 203 del Codice doganale dell’Unione (Reg. 952/2013, in prosieguo CDU).

La norma prevede che non sono dovuti dazi all’importazione, su richiesta della persona interessata, per i beni non unionali che, inizialmente esportati come prodotti europei, siano successivamente reintrodotte nel territorio doganale dell’Unione. Ciò deve avvenire entro il termine di tre anni dall’esportazione.

Va precisato, peraltro, che l’esenzione dei dazi all’importazione è concessa unicamente se le merci vengono reintrodotte nello stato in cui sono state esportate (art. 203, par. 5, CDU).

Se, invece, i prodotti europei hanno subito una lavorazione o una manipolazione nel Paese terzo in cui sono stati esportati, per beneficiare dell’esonero dai dazi, occorre vincolare la merce al regime di perfezionamento attivo prima che il bene esca dal territorio doganale Ue (art. 205 CDU). La normativa unionale prevede, infatti, che possono godere di un’esenzione, totale o parziale, dai dazi all’importazione, le merci unionali che, all’interno del regime di perfezionamento passivo, sono temporaneamente esportate dal territorio doganale dell’Unione per essere sottoposte a lavorazione (art. 259, par. 1, CDU) e i prodotti di sostituzione, importati prima dell’esportazione delle merci difettose (art. 262 CDU).

 

Particolarità della reintroduzione dal Regno Unito e condizioni di applicazione

L’agevolazione descritta trova applicazione anche nelle ipotesi in cui le merci unionali siano state trasportate nel Regno Unito prima del 1° gennaio 2021 e siano reintrodotte in uno Stato membro Ue dopo tale data. L’uscita del Regno Unito dal mercato unico europeo determina, infatti, il venir meno della libera circolazione delle merci tra i due blocchi.

Per beneficiare dell’art. 203 CDU è necessario, tuttavia, che l’operatore sia in grado di dimostrare che le merci unionali sono state trasportate nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 e che sono reintrodotte nello stesso stato in cui erano state precedentemente esportate, ai sensi dell’art. 203, comma 5, CDU e dell’art. 158 RE.

Possono essere ritenuti idonei a dimostrare il trasferimento delle merci verso Uk i documenti di trasporto, ma, se necessario, devono essere forniti alle autorità doganali tutte le altre informazioni pertinenti (ad esempio, un contratto di locazione). Può essere richiesto, inoltre, di provare che lo stato delle merci non è stato alterato e che i beni sono reintrodotti nello stesso stato in cui erano stati precedentemente trasportati in Uk (linee guida nel settore delle dogane, punto 5.4).

Le linee guida della Commissione europea non chiariscono, invece, quale sia il trattamento daziario per le operazioni di reintroduzione aventi ad oggetto prodotti Ue che hanno subito una lavorazione o una trasformazione nel Regno Unito.

L’Accordo di libero scambio tra Ue e Uk (Trade and Cooperation Agreement), tuttavia, riconosce espressamente l’esonero dai dazi nei confronti delle merci che, a prescindere dalla loro origine, siano state temporaneamente esportate nel Regno Unito per una riparazione e siano successivamente reintrodotte nel mercato unico europeo. Analogamente, il Regno Unito non può applicare dazi doganali alle merci importate da uno Stato membro Ue a fini di riparazioni (articolo 8, “Beni”).

 

Norme in materia di Iva

Dal 1° gennaio 2021 le norme unionali in materia di Iva non sono più applicabili negli scambi commerciali tra Unione europea e Regno Unito. Ai sensi dell’articolo 51 dell’Accordo di recesso (Withdrawal Agreement, G.U. 31 gennaio 2020, n. 29/7) la direttiva Iva 112/2006 continua, tuttavia, ad applicarsi alle operazioni che presentano un elemento transfrontaliero tra il Regno Unito e uno Stato membro, effettuate prima della fine del periodo transitorio.

Dalle linee guida in materia di Iva emerge, inoltre, che le merci in reintroduzione devono beneficiare di una franchigia doganale per poter essere reintrodotte nel territorio doganale Ue con l’esenzione di cui all’art. 143, par. 1, lett. e), della direttiva Iva.

 

Problemi operativi

L’esenzione d’imposta in caso di di reintroduzione è una semplificazione certamente positiva. Come accennato, tuttavia, a livello operativo, sorgono alcune criticità, relative alla documentazione di cui si devono dotare gli operatori commerciali interessati.

Le linee guida Ue, infatti, non specificano quali documenti di trasporto siano idonei a comprovare l’avvenuta movimentazione del prodotto prima del 31 dicembre 2020. Non è precisato se l’operatore debba essere in possesso del CMR, della lettera di vettura CIM, della polizza di carico, della lettera di vettura aerea o se, invece, sia sufficiente qualsiasi altro documento da cui si evinca la precedente cessione verso il Regno Unito.

Un ulteriore aspetto che merita particolare attenzione è, poi, la difficoltà di utilizzare la procedura di reintroduzione, originariamente prevista per gli scambi commerciali tra Paesi Ue e paesi terzi, dato che, nel caso delle operazioni con Uk, le merci sono state cedute secondo le regole intra-Ue e non, invece, tramite una vera e propria esportazione. Risulta, infatti, maggiormente difficile provare, al momento della reintroduzione, la precedente cessione, posto che l’operatore non è in possesso di una precedente dichiarazione doganale in export.

Nel corso dell’Open Hearing, organizzato dall’Agenzia delle dogane lo scorso 19 gennaio sulla nuova disciplina degli scambi con il Regno Unito, alcune aziende e addetti ai lavori hanno evidenziato, infatti, la necessità di un chiarimento da parte dell’Amministrazione.

 

Sara Armella

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