Le esportazioni in conto lavorazione non concorrono al plafond Iva

Un’importante sentenza della Corte di Cassazione è intervenuta in termini molto netti sulla formazione del plafond Iva, escludendo che possano concorrervi le esportazioni effettuate in conto lavorazione (Cass., sez. V, 30 novembre 2017, n. 28709).

La contribuente aveva qualificato come “cessioni all’esportazione”, non imponibili ai fini Iva, diverse esportazioni in conto lavorazione a società estere.

L’Amministrazione ha contestato l’irregolare utilizzo delle fatture emesse a quel titolo, ai fini della costituzione del plafond, per l’effettuazione di acquisti in sospensione d’imposta.

La Suprema Corte ha ribadito che, per potersi configurare una cessione all’esportazione non imponibile ai fini Iva, oltre al trasporto o la spedizione di beni fuori dal territorio dell’Unione europea, è necessario che la transazione integri una cessione di beni, realizzata mediante atti a titolo oneroso che implicano il trasferimento della proprietà, ovvero la costituzione o il trasferimento di altro diritto reale sul bene stesso.

Non è dunque sufficiente la sola operazione doganale di esportazione del bene, ma è anche necessario che il cedente sia in grado di dimostrare di aver trasferito la disponibilità giuridica (e non solo materiale) dei beni destinati all’estero.

 

Sara Armella

Gennaio 2018

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