La vera Brexit dal 1° gennaio: scattano i nuovi adempimenti per chi esporta verso UK

Il 1° gennaio 2022 scatterà, sul versante inglese, la “vera” Brexit, con molte importanti novità per le imprese che esportano verso il Regno Unito e per la filiera logistica italiana ed europea. Alla base di questa fase 2 della Brexit vi è la scelta di Londra di rinviarne di un anno gli effetti, sospendendo i controlli e la fiscalità doganale per tutto il 2021. Anche se l’Accordo raggiunto per l’uscita del Regno Unito dall’UE prevedeva una perfetta simmetria di gestione degli adempimenti sui due versanti del confine inglese, così non è stato, dato che, dal 1° gennaio scorso, le importazioni da UK sono trattate, all’ingresso nell’Unione europea, come normali operazioni internazionali, con la presentazione di una dichiarazione doganale completa e l’assolvimento della fiscalità.

Gli adempimenti, per le importazioni nel Regno Unito, sono stati invece sospesi attraverso le delayed declarations, che hanno consentito agli operatori inglesi di predisporre la dichiarazione doganale e assolvere alla fiscalità entro sei mesi dal passaggio del confine. Con il nuovo anno scattano dunque numerose le novità per gli operatori unionali e gli autotrasportatori: chi esporta verso UK dovrà fornire tutti i riferimenti e la documentazione necessari per consentire la presentazione di una dichiarazione doganale completa già al momento dell’introduzione dei beni nel territorio del Regno Unito. Gli operatori dovranno, inoltre, assolvere la fiscalità doganale al momento dello sdoganamento, a meno che non siano in possesso di un’autorizzazione per il differimento dei dazi.

Presso tutti i punti di confine le Autorità daranno il via ai normali controlli sui prodotti importati in UK, che potranno comportare verifiche documentali e analisi fisiche sulla merce. L’avvio, a regime, dei controlli alla frontiera UK e l’obbligo di presentare una dichiarazione doganale completa verosimilmente comporterà ritardi nella gestione degli sdoganamenti e blocchi per le merci che necessitano di analisi o puntuali verifiche.

Per evitare colli di bottiglia la Dogana UK sta attivando, con operatività a partire dal 1° gennaio, nuovi punti di controllo interni, i c.d. Inland Border Facilities (IBF) che consentiranno di ridurre i tempi di attesa nei principali porti del Regno Unito, a condizione che venga presentata una dichiarazione di transito comune, già al momento della partenza della spedizione dall’Unione europea. Una soluzione che nel corso del 2021 ha però dato vita a diffuse criticità, a causa del mancato perfezionamento delle procedure di esportazione abbinate al transito doganale e che ha determinato anche, in alcuni casi, contestazioni da parte dell’Agenzia delle dogane nei confronti degli operatori.

Fa molto discutere, inoltre, una comunicazione del 2 dicembre scorso, con cui la British International Freight Association avrebbe invitato gli operatori inglesi a richiedere agli esportatori europei di specificare, nella dichiarazione di origine della merce, il “made in” dei prodotti, indicando in singolo Paese europeo di produzione (Italia, Francia, ecc.) e non il blocco commerciale di provenienza (UE). Secondo questa nota, a partire dal 2022, gli importatori britannici potrebbero richiedere alle imprese unionali una serie di informazioni aggiuntive, motivate da esigenze di statistica del commercio inglese, ma chiaramente estranee alle norme del Trade and Cooperation Agreement, sottoscritto dal Regno Unito e dall’Unione europea per disciplinare, nella maniera più efficiente e chiara possibile, gli scambi tra i due blocchi. Secondo il testo dell’Accordo, infatti, gli operatori devono semplicemente dichiarare l’origine “UE” della merce e non il singolo Stato europeo (allegato ORIG-4).

La comunicazione ha destato molta preoccupazione tra gli esportatori italiani e gli operatori logistici, anche se, a oggi, non trova fondamento nelle comunicazioni ufficiali delle Dogane di sua Maestà.

Sono ancora molti gli aspetti da chiarire, vedremo quindi quali saranno i prossimi sviluppi.

 

Sara Armella

Related Posts

© 2016 Studio Armella - All rights reserved.