La Commissione europea elimina il blocco sulle esportazioni di Dpi

Dal 26 maggio tornano a essere libere le esportazioni di dispositivi di protezione individuale, ossia mascherine, guanti, visiere, camici e indumenti protettivi, che non hanno più necessità dell’autorizzazione preventiva del Ministero degli esteri. Sotto la spinta dell’emergenza sanitaria e considerata l’insufficienza di una produzione interna di tali prodotti, la Commissione europea ha adottato in via d’urgenza il regolamento n. 2020/402 del 14 marzo scorso, con cui l’esportazione dei Dpi era stata subordinata a una specifica autorizzazione all’esportazione. Tale regolamento, in seguito modificato dal Regolamento n. 2020/426 della Commissione del 19 marzo 2020, ha introdotto una misura di rara applicazione, che ha bloccato tutte le operazioni di vendita al di fuori dei confini europei, al fine di garantire che le forniture nell’Unione fossero adeguate a soddisfare la domanda vitale.

Nello specifico, è stato imposto l’obbligo di un’autorizzazione all’esportazione, da rilasciarsi da parte del Ministero degli affari esteri e senza la quale il trasferimento extra Ue era tassativamente vietato. Da tale limite erano esonerati soltanto i trasferimenti verso alcuni Paesi con accordi doganali più stretti, quali Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, Andorra, isole Fær Øer, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Paesi e Territori d’oltremare.

La fine di questa misura emergenziale rappresenta un altro segnale di ritorno alle regole ordinarie per le frontiere e apre alla possibilità, per le imprese italiane, di vendere anche al di fuori del mercato unico. La carenza di guanti e altri dispositivi ha rivelato i limiti delle catene di produzione organizzate su base mondiale, specie per i beni essenziali. Solo con l’emergenza sanitaria ci si è resi conto che, nel mercato unico europeo, la produzione di alcuni prodotti, come le mascherine per la protezione della bocca, fosse concentrata in un numero limitato di Stati membri, ossia Repubblica ceca, Francia, Germania e Polonia.

Sara Armella

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