La Commissione europea cambia la mappa dei paradisi fiscali

La Commissione europea ha avviato i lavori per definire un elenco di giurisdizioni fiscali (extra- comunitarie) non cooperative, al fine di indirizzare i Paesi membri nella lotta all’evasione fiscale internazionale. Tale documento dovrebbe essere ufficializzato prima della fine del 2017. Lo scorso 14 settembre è stato presentato un preliminare report, nel quale sono stati individuati gli Stati meno collaborativi, utilizzando come parametro una serie di indicatori di scarsa compliance. In particolare, gli indici utilizzati nella selezione sono stati il livello di trasparenza e di scambio di informazioni fiscali, l’esistenza di regimi tributari agevolati e la sostanziale assenza di una tassazione del reddito d’impresa. L’iter procedurale prevede l’esame dei Paesi che, secondo i citati criteri, sono a rischio evasione e, infine, la stesura di una lista che comprende gli Stati che rifiutano di collaborare o di avviare un dialogo con l’Unione europea sulla buona governance fiscale. Come evidente, l’operato della Commissione è volto a superare l’attuale frammentazione delle black list nazionali, le quali favoriscono forme di evasione fiscale che sfruttano le asimmetrie tra le legislazioni interne. Nella medesima ottica di contrasto all’evasione fiscale internazionale, si segnala anche il report presentato dall’Ocse il 5 settembre 2016 dinanzi al G20. Al centro dell’attenzione è stata posta l’implementazione delle misure contenute nel pacchetto BEPS, con particolare riguardo al Global standard for automatic exchange of informations (scambio automatico di informazioni tra Stati), che dovrebbe entrare a regime nel 2017, garantendo un sempre più elevato livello di trasparenza fiscale.

Ottobre 2016

Luca Piemontese

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