Informative generali dell’Olaf non sufficienti per la rettifica della dichiarazione

Recenti sentenze, europee e nazionali, sono intervenute sul tema degli accertamenti doganali basati su informative dell’Olaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode).
La Corte di giustizia, con l’importante sentenza 16 marzo 2017 (causa C-47/16) ha chiarito che le informative generali dell’Olaf non rappresentano, da sole, un elemento di prova sufficiente a determinare il disconoscimento dell’origine preferenziale di un prodotto. Se la relazione contiene solo una descrizione generale della situazione relativa al rilascio dei certificati di origine preferenziale, spetta alle autorità doganali dello Stato di importazione fornire la prova, mediante ulteriori elementi, che il rilascio del documento inesatto è imputabile all’esportatore.
Il 6 ottobre scorso la Commissione tributaria regionale della Liguria è intervenuta nuovamente sul tema, affermando che il mancato riferimento, negli accertamenti compiuti dall’Olaf, alle specifiche movimentazioni internazionali, esclude la rettifica delle dichiarazioni doganali, non potendo analogicamente estendersi quanto accertato in operazioni analoghe (Comm.trib.reg. Liguria, 6 ottobre 2017, n. 1420).

Sara Armella

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