Nuovo indirizzo della Cassazione sulle royalties dovute al fornitore estero

Tornano a far discutere le royalties dovute al fornitore estero indipendente dal titolare del marchio.

Nelle più recenti sentenze, la Suprema Corte rinvia direttamente al giudice di merito per l’accertamento del “controllo” del licenziante sul produttore, così confermando l’indirizzo già espresso dalla Corte di Giustizia.

Il giudice europeo, nella nota sentenza Healthcare, ha riconosciuto che “il pagamento di un diritto di licenza costituisce una “condizione di vendita” delle merci da valutare qualora, nell’ambito dei rapporti contrattuali tra il venditore – o la persona a esso legata – e l’acquirente, l’assolvimento del corrispettivo o del diritto di licenza rivesta un’importanza tale per il venditore che, in difetto, quest’ultimo non sarebbe disposto a vendere, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare” (Corte di Giustizia, 9 marzo 2017, C-173/15, Healthcare)

Le più recenti sentenze della Corte di Cassazione, in linea con tale indirizzo, non esprimono criteri di individuazione della “condizione di vendita” o del “controllo sul produttore”, riaffermando il principio secondo cui, trattandosi di una verifica attinente il merito dei rapporti intercorrenti tra le parti, essa è di competenza delle Commissioni tributarie (Corte di Cassazione, 11 ottobre 2018, n. 25214, 25216).

Sara Armella 

Massimo Monosi

Dicembre 2018

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