Imposte sui redditi: all’Agenzia l’onere sul periodo di competenza

Con la sentenza 15 giugno 2018, n. 15839 la Corte di Cassazione ha fornito un’importante pronuncia in tema di reddito d’impresa chiarendo che, in assenza di disposizioni specifiche, in caso di incertezza sull’esistenza o di indeterminabilità dell’ammontare dei componenti negativi del reddito d’impresa, si applica il principio di cassa, in deroga al generale principio di competenza.

In virtù di tale principio, dunque, i corrispettivi per prestazioni di servizi possono essere imputati all’esercizio in cui ne diviene certa l’esistenza o determinabile in modo oggettivo l’ammontare, qualora tali caratteristiche non fossero conosciute dalla società nel corso dell’esercizio di competenza.

La Corte ha inoltre chiarito che, in tali ipotesi, ricade sull’Agenzia che contesta l’errata imputazione temporale, l’onere probatorio di dimostrare l’ultimazione delle prestazioni, mentre sul contribuente grava quello, contrario, di documentare che le stesse siano divenute certe e determinabili soltanto in una fase successiva.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso per cassazione dell’Agenzia sostenendo che la CTR aveva correttamente ritenuto che la società avesse dimostrato che la certezza e determinabilità dei costi in oggetto era stata raggiunta nell’esercizio successivo, a seguito del ricevimento dei relativi documenti contabili.

Sara Pestarino

Luglio 2018

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