Raddoppio del termine di accertamento e contraddittorio preventivo per le accise

Il d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con l. 1° dicembre 2016, n. 225, stabilisce importanti novità in materia di accise. Sono state, infatti, previste modifiche all’attività di accertamento attraverso l’istituzione di nuove forme di contraddittorio con il contribuente e nuovi termini di accertamento in caso di violazione penalmente rilevante. In particolare, l’art. 4-ter del decreto citato estende anche alla materia delle accise l’obbligo per l’Amministrazione finanziaria di instaurare con il contribuente un effettivo contraddittorio preventivo, in virtù dei principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente. Pur apprezzando lo sforzo del legislatore volto a favorire una migliore collaborazione in sede di controlli, si osserva che l’obbligo di contraddittorio preventivo doveva ritenersi già vigente prima dell’entrata in vigore del decreto in commento, in considerazione della natura di tributo “armonizzato” propria delle accise. La seconda rilevante novità consiste nel raddoppio dei termini di accertamento in presenza di violazione penale. Tale previsione, infatti, stabilita per la maggioranza dei tributi, non era ancora stata inserita nel sistema delle accise. A seguito del decreto in oggetto, pertanto, l’art. 15 del Testo unico accise sancisce che l’imposta è accertata entro il termine di prescrizione ordinaria di cinque anni, aumentato a dieci nei casi di violazioni per cui sussiste l’obbligo di denuncia.

Luca Piemontese

Dicembre 2016

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