Il leveraged buy out non integra presupposto per l’abuso del diritto

Il leveraged buy out non integra i presupposti dell’abuso del diritto nel caso in cui l’operazione sottesa sia effettiva e, parimenti, giustificata da valide ragioni extrafiscali, come affermato, di recente, dalla Commissione provinciale di Milano (pronunce n. 9999-1002/24/15 del dicembre 2015).Com’è noto, mediante il leveraged buy out, in caso di fusione, il debito contratto dalla società acquirente per il compimento dell’operazione è soddisfatto, a seguito dell’acquisizione, mediante lo sfruttamento delle risorse patrimoniali della società acquisita.Finalità dell’operazione è quindi traslare sull’acquisita l’indebitamento contratto dalla società per l’acquisizione della partecipazione societaria.Ad avviso della Commissione provinciale di Milano, tale operazione non è elusiva nell’ipotesi in cui non sia finalizzata unicamente ad ottenere vantaggi fiscali, ma sia motivata anche dalla compresenza di ragioni extrafiscali, quali, ad esempio, esigenze riorganizzative o gestionali dell’impresa. Conseguentemente, ciò che rileva è il carattere effettivo e sostanziale dell’operazione, rinvenibile, ad esempio, nell’effettiva variazione di controllo all’interno della società acquisita e, quindi, nel mutamento della compagine azionaria.Secondo le sentenze in commento, inoltre, la sussistenza di operazioni societarie alternative a quella in oggetto, meno vantaggiose dal punto di vista fiscale, non rende di per sé l’operazione abusiva atteso che tali alternative sarebbero comunque inidonee a conseguire il beneficio, che tipicamente caratterizza l’operazione di leverage buy out, del finanziamento garantito con il patrimonio della compagine incorporata.

Sara Armella

Febbraio 2016

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