È nullo l’accertamento doganale emesso dall’Ufficio territoriale incompetente

Gli avvisi di accertamento doganale sono nulli se emessi da un Ufficio diverso da quello dell’importazione.

Questo l’orientamento espresso dalla Commissione tributaria provinciale di Milano in due recenti sentenze di merito (24 ottobre 2019, n. 4464 e 8 marzo 2019, n. 1076). Le pronunce riconoscono implicitamente la prevalenza delle norme europee sulle fonti nazionali.

Nel 2012, il legislatore italiano, riformando la disciplina dell’accertamento doganale, ha attribuito la competenza, per la revisione e l’accertamento delle dichiarazioni, all’Ufficio che effettua le verifiche generali, o parziali, con accesso presso il contribuente, e ciò anche nell’ipotesi in cui la revisione riguardi le bollette emesse da una diversa dogana.

Tuttavia, secondo l’art. 101 del Codice doganale unionale l’accertamento delle dichiarazioni doganali a posteriori deve sempre essere eseguito dall’Ufficio competente per territorio, da determinarsi in relazione al luogo in cui è sorta l’obbligazione. L’art. 87 cdu sancisce che l’obbligazione doganale sorge nel luogo in cui è stata presentata la dichiarazione di importazione.

Di conseguenza, come rilevato dai giudici milanesi, solo la Dogana presso la quale sono state eseguite le operazioni di importazione e che ha convalidato la bolletta oggetto di revisione è competente alla contestazione relativa alle operazioni doganali. Ciò non vale per l’Ufficio competente in relazione al luogo in cui l’importatrice ha stabilito la propria sede legale.

Sara Armella

Massimo Monosi

Gennaio 2020

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