Dopo il pvc della Dogana sanzioni ridotte solo fino a un quinto del minimo

Con la nota 8453 del 14 febbraio 2020, l’Agenzia delle dogane chiarisce le modalità applicative del ravvedimento operoso in dogana dopo le modifiche apportate dal d.l. 124 del 2019.

Com’è noto, tale istituto consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente, a determinate condizioni, errori, omissioni o altre irregolarità fiscali, con il versamento dei tributi dovuti e delle sanzioni in misura ridotta (art. 13 del d.lgs. 472 del 1997).

Sino dicembre 2019, per espressa previsione di legge, anche dopo la notifica di un processo verbale dell’Agenzia delle dogane l’operatore avrebbe potuto pagare le sanzioni con una riduzione variabile in relazione alla tempestività della regolarizzazione. A oggi tale graduazione non è più prevista e, in presenza di un pvc, le sanzioni potranno essere ridotte soltanto a un 1/5 del minimo.

In forza di tali modifiche, potranno quindi presentarsi le seguenti casistiche:

A) assenza di un processo verbale: l’operatore potrà sanare la violazione con il versamento dei tributi e delle sanzioni, ridotte secondo le percentuali previste alle lettere da a) a b-ter) dell’art. 13 (riduzione da 1/10 a 1/6). Nell’ipotesi in cui vi sia un controllo “in linea” senza che sia (ancora) stato emesso un pvc, l’operatore potrà pertanto versare i tributi e le sanzioni ridotte direttamente in dogana, indicando nella causale di versamento di volersi avvalere del ravvedimento.

B) presenza di un processo verbale (ma senza che siano già stati notificati atti di accertamento o sanzionatori): la regolarizzazione potrà avvenire con il pagamento dei tributi e delle sanzioni in misura pari a un quinto del minimo, secondo le modalità specificamente indicate nel pvc.

 

Lucia Mannarino

Febbraio 2020

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