Dogana: il rappresentante indiretto non responsabile della dichiarazione d’intento

Il rappresentante indiretto non risponde dell’Iva se la dichiarazione d’intento presentata in dogana non è corretta, è quanto ha stabilito la Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza 6 marzo 2019, n. 1035, accogliendo la difesa dello Studio Armella & Associati.

Nel caso di specie, l’Agenzia delle dogane ha contestato sia all’importatore che allo spedizioniere, a titolo di responsabilità solidale, una maggiore Iva all’importazione.

I giudici lombardi, nella sentenza, muovono dall’ormai pacifica giurisprudenza comunitaria sulla natura dell’Iva all’importazione, che non può essere considerata come un tributo doganale. Il passo successivo, decisivo per la soluzione della questione, è che l’Iva sfugge al perimetro della responsabilità solidale del rappresentante indiretto in dogana.

E’ irrilevante, secondo quanto affermato dalla Commissione, se la dichiarazione d’intento presentata in dogana sia o no corretta, in quanto ne è direttamente responsabile la parte che emesso l’atto, restando dunque a carico dell’importatore il pagamento dell’imposta.

Maggio 2019

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