Diritto doganale dell’Unione Europea di Sara Armella: una prefazione di Giovanni de Mari

Dopo un lungo e tortuoso percorso in sede europea, il 9 ottobre 2013 è stato approvato il regolamento n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell’unione, entrato in vigore il 1° maggio 2016.

Il nuovo codice è animato da due obiettivi fondamentali: da un lato, l’ammodernamento del quadro giuridico entro il quale si svolgono i traffici internazionali, dall’altro la semplificazione e razionalizzazione delle procedure doganali, al fine del rilancio della competitività delle imprese europee.

Gli strumenti che il codice doganale unionale individua per concretizzare gli obiettivi suindicati sono una più intensa utilizzazione delle tecnologie dell’informazione, l’adozione di modalità comunicative tra dogane ed imprese ispirate all’ottica del dialogo, della collaborazione e del partenariato ed un maggiore coordinamento degli organismi che intervengono in sede di controllo delle merci. Con specifico riferimento a quest’ultimo aspetto, nel tentare di dare una risposta ad un’esigenza avvertita da tempo soprattutto dagli operatori dei paesi sud Europa – che da tempo lamentano una eccessiva segmentazione e talvolta sovrapposizione dei controlli fra più organismi ispettivi – il legislatore europeo ha introdotto lo strumento dello “sportello unico doganale”, meccanismo di raccordo di tutti i controlli (es. fitosanitari, sanitari, ambientali, etc.) relativi all’importazione ed all’esportazione delle merci sotto la regia di un coordinatore unico (le dogane).

Infine, viene regolamentata per la prima volta a livello europeo la figura del “rappresentante doganale”, categoria all’interno della quale confluiscono una serie assai eterogenea di soggetti che fino ad oggi hanno esercitano nei vari stati membri (a livello professionale e non) le attività di intermediazione in dogana.

Il processo di semplificazione e di snellimento nelle procedure messo in moto dal codice unionale tuttavia incontra alcuni ostacoli di carattere pratico. La lettura delle nuove norme passa ora attraverso 4 regolamenti, tra atti delegati, di esecuzione e norme transitorie, soggetti peraltro a frequenti modifiche tuttora in corso d’opera. Ciò rende difficile l’interpretazione della nuova normativa anche da parte degli addetti ai lavori, generando non pochi dubbi e disorientamenti per quanto riguarda la sua corretta applicazione.

Il presente volume ci agevola certamente il compito, esponendo in maniera chiara e completa la nuova disciplina, ma soprattutto analizzando a fondo e dando risposte ai principali problemi che operatori, studiosi e “pratici” della materia doganale incontrano quotidianamente sul campo.

Mi auguro inoltre che questo testo possa suscitare l’interesse di tutti coloro che sono a contatto con la materia in oggetto, con l’auspicio che ad essa vengano dedicati in futuro uno spazio ed una riflessione sempre più ampi nelle varie sedi accademiche, di ricerca ed istituzionali, data l’enorme influenza che la regolamentazione doganale ha sulla competitività delle imprese e, di conseguenza, sul benessere dell’intera collettività.

 

Giovanni De Mari

Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

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