Diritto Doganale dell’Unione Europea, Sara Armella, ed. Egea

Presentazione

La tendenza a realizzare una dimensione ultranazionale, diciamo pure globale, degli scambi e più in generale dei rapporti economici non corrisponde, oggi, ad una dimensione globale del diritto. Gli ordinamenti giuridici sono normalmente ancorati tuttora all’esercizio del potere di governo degli stati uti singuli, i cui rapporti trovano la loro disciplina nell’ordinamento internazionale, che al più prefigura e disciplina gli effetti di ipotesi di coordinamento organizzato, talvolta soltanto vicino a forme di integrazione. L’armonizzazione delle discipline di singoli settori della vita di relazione internazionale, o anche soltanto il ravvicinamento delle legislazioni, è in definitiva un’ipotesi imperfetta e comunque marginale rispetto alla dicotomia diritto nazionale– diritto internazionale.

In tale contesto, l’ordinamento giuridico dell’Unione europea è un’esperienza “di nuovo genere”, secondo una formula ben nota coniata dalla Corte di giustizia nel 1963, in una sentenza resa precisamente in tema di dazi doganali, quando, ancora con l’esigenza fortemente sentita di mettere pace nel nostro continente, si cominciò con il realizzare una unione di Stati senza dogane e con una tariffa doganale esterna comune, dunque una unione doganale perfetta, primo piccolo passo di un disegno molto più ambizioso. Il diritto doganale dell’Unione, dunque, da tempo totalmente armonizzato e oggetto di codificazione comunitaria, oggi vede il suo codice aggiornato al 1° maggio 2016 e del quale questo volume vuole rappresentare e rappresenta uno dei primi e rilevanti commenti nella letteratura continentale. In un passaggio della nostra epoca nel quale si riflette e ci si confronta tra protezionismo e globalizzazione, è anche e per una parte significativa negli istituti propri del diritto doganale che la grande riflessione economica e le imprese trovano gli strumenti per le scelte di maggiore rilievo.

Il pregio di questo volume e la sua novità stanno nell’analisi a 360 gradi della dottrina internazionale, dei più rilevanti studi specialistici degli ultimi 20 anni, testimonianza delle trasformazioni anche profonde del diritto doganale. Di pari rilievo è l’approfondimento della disciplina internazionale e delle pronunce di fonte Wto, che hanno maggiormente definito i parametri di riferimento vincolanti per le condotte degli stati membri ed il contenuto dei vari istituti, a conferma del ruolo fondamentale svolto dall’interpretazione centralizzata delle norme. Ed infine va segnalato l’excursus della normativa doganale europea e della sua cospicua applicazione giurisprudenziale, testimonianza specifica del ruolo strutturale svolto da sempre dalla Corte di giustizia nella definizione di principi comuni e nella ricostruzione teorica degli istituti di diritto doganale.

L’originalità dell’approccio ad una materia così estesa e per ciò stesso complessa risiede in particolare nell’aver trattato e analizzato la disciplina doganale complessivamente considerata, non solo nella sua dimensione internazionale, ma insieme in quella dell’Unione europea e in quella nazionale. La materia risulta in definitiva proiettata sui tre livelli e con la valorizzazione assai significativa e rilevante del contributo che ciascuno di essi offre alla efficacia e alla effettività delle norme. Di sicuro non è poco, per lo studioso, l’operatore, il legislatore e il giudice.

Giuseppe Tesauro, già Avvocato generale presso la Corte di giustizia
europea e Presidente della Corte Costituzionale

Prefazione

Dopo un lungo e tortuoso percorso in sede europea, il 9 ottobre 2013 è stato approvato il regolamento n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell’unione, entrato in vigore il 1° maggio 2016. Il nuovo codice è animato da due obiettivi fondamentali: da un lato, l’ammodernamento del quadro giuridico entro il quale si svolgono i traffici internazionali, dall’altro la semplificazione e razionalizzazione delle procedure doganali, al fine del rilancio della competitività delle imprese europee.
Gli strumenti che il codice doganale unionale individua per concretizzare gli obiettivi suindicati sono una più intensa utilizzazione delle tecnologie dell’informazione, l’adozione di modalità comunicative tra dogane ed imprese ispirate all’ottica del dialogo, della collaborazione e del partenariato ed un maggiore coordinamento degli organismi che intervengono in sede di controllo delle merci. Con specifico riferimento a quest’ultimo aspetto, nel tentare di dare una risposta ad un’esigenza avvertita da tempo soprattutto dagli operatori dei paesi sud Europa – che da tempo lamentano una eccessiva segmentazione e talvolta sovrapposizione dei controlli fra più organismi ispettivi – il legislatore europeo ha introdotto lo strumento dello “sportello unico doganale”, meccanismo di raccordo di tutti i controlli (es. fitosanitari, sanitari, ambientali, etc.) relativi all’importazione ed all’esportazione delle merci sotto la regia di un coordinatore unico (le dogane).

Infine, viene regolamentata per la prima volta a livello europeo la figura del “rappresentante doganale”, categoria all’interno della quale confluiscono una serie assai eterogenea di soggetti che fino ad oggi hanno esercitano nei vari stati membri (a livello professionale e non) le attività di intermediazione in dogana.

Il processo di semplificazione e di snellimento nelle procedure messo in moto dal codice unionale tuttavia incontra alcuni ostacoli di carattere pratico. La lettura delle nuove norme passa ora attraverso 4 regolamenti, tra atti delegati, di esecuzione e norme transitorie, soggetti peraltro a frequenti modifiche tuttora in corso d’opera. Ciò rende difficile l’interpretazione della nuova normativa anche da parte degli addetti ai lavori, generando non pochi dubbi e disorientamenti per quanto riguarda la sua corretta applicazione. Il presente volume ci agevola certamente il compito, esponendo in maniera chiara e completa la nuova disciplina, ma soprattutto analizzando a fondo e dando risposte ai principali problemi che operatori, studiosi e “pratici” della materia doganale incontrano quotidianamente sul campo. Mi auguro inoltre che questo testo possa suscitare l’interesse di tutti coloro che sono a contatto con la materia in oggetto, con l’auspicio che ad essa vengano dedicati in futuro uno spazio ed una riflessione sempre più ampi nelle varie sedi accademiche, di ricerca ed istituzionali, data l’enorme influenza che la regolamentazione doganale ha sulla competitività delle imprese e, di conseguenza, sul benessere dell’intera collettività.

Giovanni De Mari
Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

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