Diritto alla detrazione Iva anche in assenza di contratto fra le parti

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’assenza di un contratto tra le parti – ossia di una prova documentale dell’operazione riportata in fattura – non preclude il diritto alla detrazione dell’Iva da parte del committente o del cessionario (Cass., sez. V, 20 aprile 2016, n. 7881). E invero, secondo tale pronuncia la presenza di una regolare fattura comporta una presunzione di veridicità di quanto in essa rappresentato, con conseguente onere dell’Agenzia di fornire, in sede di contenzioso, la prova in merito all’indetraibilità dell’imposta per difetto d’inerenza dell’operazione. La Cassazione, pertanto, conferma il principio di diritto secondo il quale la fattura, qualora redatta in conformità ai requisiti di forma e di contenuto prescritti dall’art. 21, d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, costituisce un documento idoneo e sufficiente a rappresentare un costo sostenuto dall’impresa. Ne deriva, come regola generale, che il diritto alla detrazione dell’Iva sorge laddove il soggetto passivo compia un’operazione inerente all’attività svolta, correttamente addebitata in fattura e verso la quale il diritto alla detrazione sia stato correttamente esercitato.

Sara Armella

Diego Zucal

Maggio 2016

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