Difesa violata, illegittimo il dazio (Italia Oggi, luglio 2019)

Con la sentenza Eurobolt del 3 luglio scorso (causa C-644/17) la Corte di giustizia ha dichiarato illegittimo un regolamento europeo (nella specie, un atto istitutivo di un dazio antidumping) per non aver rispettato il processo legislativo previsto e per aver violato il diritto di difesa di un’impresa.

La società olandese Eurobolt, in quanto importatore di elementi di fissaggio in ferro e in acciaio provenienti dall’Asia, è stata informata dalla Commissione europea di un’inchiesta antidumping riguardante i prodotti dichiarati come originari della Malesia, per il sospetto di un’elusione del dazio antidumping da tempo istituito per i prodotti cinesi. Poiché la normativa dell’Unione prevede che all’istruttoria abbiano diritto di partecipare anche i fornitori extraeuropei e gli importatori interessati, la società ha presentato tempestivamente le proprie osservazioni al Comitato consultivo, composto da tutti gli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione europea. In questo caso, però, il termine di dieci giorni tra il deposito delle difese e la riunione del Comitato non è stato rispettato, perché Eurobolt ha scoperto che la riunione si è tenuta soltanto due giorni dopo il deposito dell’ampio dossier difensivo e che non vi è stato il tempo necessario per valutare con la giusta ponderazione gli elementi informativi riportati. Il Comitato ha dato il via alla successiva approvazione del regolamento di esecuzione n. 723/2011, che ha previsto un dazio antidumping anche sui prodotti spediti dalla Malesia.

Il giudice olandese a cui la società ha affidato il proprio ricorso ha rimesso il caso alla Corte di giustizia, che ha affermato l’importante principio secondo cui la lesione del diritto di difesa, anche nella fase di audizione nell’ambito del procedimento di approvazione di un regolamento europeo, determina l’illegittimità e dunque l’annullamento dell’atto normativo. In particolare, la violazione del termine dilatorio dieci giorni tra la presentazione di difese da parte degli interessati e la data della riunione del Comitato consultivo «rientra tra le forme sostanziali della regolarità del procedimento la cui violazione comporta la nullità dell’atto».

La sentenza è importante da diversi punti di vista. In primo luogo, valorizza e rafforza il tema della partecipazione delle imprese nell’adozione di atti da parte delle istituzioni europee, spesso percepite come distanti e non del tutto trasparenti, specie nell’adozione di misure di politica commerciale. Altro aspetto interessante è aver riconosciuto centralità al diritto di difesa dell’operatore, troppo spesso degradato, anche in ambito nazionale, a una mera formalità. In questo caso, il diritto al contraddittorio preventivo con il Comitato è definito come un aspetto fondamentale del procedimento, la cui violazione comporta rilevanti conseguenze. Tra queste, in particolare, la pronuncia di invalidità del regolamento istitutivo del dazio antidumping, che è stato adottato in violazione delle regole che ne sovrintendono l’approvazione.

Eurobolt non dovrà versare il dazio antidumping ma, soprattutto, tutti abbiamo a disposizione un precedente importante nel rapporto con le istituzioni europee.

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