Crescita costante dei controlli doganali in materia RAEE

Sono in costante aumento i controlli doganali e le contestazioni conseguenti, connesse all’importazione di apparecchiature elettroniche (c.d. “AEE”) non corredate dalle opportune certificazioni o prive degli accorgimenti richiesti per la corretta gestione e lo smaltimento dei rifiuti di tali prodotti (c.d. “RAEE”, in inglese “Waste of electric and electronic equipment”, o semplicemente “e-waste”).

Sebbene l’ente incaricato di effettuare le verifiche durante lo sdoganamento di tali prodotti e a procedere agli accertamenti in materia ambientale sia l’Agenzia delle dogane, è alle Province e alle Città metropolitane che è stato attribuito il potere di applicare le relative sanzioni, talvolta estremamente gravose, anche in rapporto al valore dei beni importati (art. 38, comma 7, d.lgs. 49/2014).

In primo luogo, i produttori di AEE sono soggetti all’obbligo di effettuare l’iscrizione nel “Registro nazionale” (Registro AEE) presso la Camera di commercio di competenza (art. 29 d.lgs. 49/2014).

Sono indicati come “produttori” di AEE non solamente le Società stabilite in Italia che fabbricano questi prodotti, ma anche coloro che li commercializzano sul mercato nazionale apponendovi il proprio nome o marchio di fabbrica.

Tali soggetti hanno specifici obblighi in tema di rifiuti. Gli e-waste, infatti, essendo altamente dannosi per l’ambiente, necessitano di specifici trattamenti presso centri attrezzati, finalizzati a delimitare la tossicità delle scorie. La compliance relativa al trattamento dei RAEE e al commercio delle apparecchiature deve essere effettuata con particolare accortezza, viste le sanzioni decisamente rilevanti.

Un’ulteriore violazione particolarmente attenzionata dall’Agenzia delle dogane consiste nell’omessa apposizione, da parte dell’importatore, dell’apposita marcatura CE, per la quale è prevista una sanzione compresa tra un minimo di euro 500 fino a un massimo di euro 5.000 per ogni singolo prodotto in cui viene rilevato tale difetto (art. 14, comma 7 e art. 18, comma 1, d.lgs. 86/2016).

Si segnala, pertanto, la necessità di prestare particolare attenzione in fase di importazione, verificando che la totalità dei marchi e dei simboli richiesti dalla legge siano presenti sulla superficie dell’AEE, o che risultino visibili dopo la rimozione di un coperchio o di una componente della stessa apparecchiatura.

Settembre 2021

Armella & Associati

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