Contraddittorio preventivo sempre necessario in caso di accessi

La Corte di Cassazione, con la sentenza 15 gennaio 2019 n. 701, ha chiarito che la necessità di attuare il preventivo contraddittorio tra le parti, in caso di accessi, ispezioni o verifiche, sussiste per qualsiasi tipo di tributo poiché la predetta norma non distingue tra tributi armonizzati (Iva), tributi doganali e tributi nazionali.

Per i tributi armonizzati non occorre, pertanto, in caso di inosservanza dell’obbligo, la c.d. prova di resistenza, ossia la dimostrazione che, qualora il confronto fosse stato instaurato, il procedimento avrebbe potuto avere un esito differente.

Nel caso esaminato, a seguito di un accesso compiuto presso i locali dell’impresa, l’Ufficio notificava ad una S.p.a. un avviso di accertamento, con recupero a tassazione di somme a titolo di Iva, senza rispettare il termine di 60 giorni previsto dallo Statuto.

La Corte di Cassazione ha ritenuto prevalente, anche in caso di tributi armonizzati, il diritto di difesa del contribuente, in particolare la facoltà dello stesso di poter comunicare, nel predetto termine, osservazioni e richieste agli uffici impositori, non ritenendo necessaria la prova di resistenza e annullando l’atto emesso dall’Agenzia.

Sara Armella

Marzo 2019

Related Posts

© 2016 Studio Armella - All rights reserved.