Contenzioso tributario: nessuno stop per le udienze cautelari

Il differimento delle udienze dal 9 marzo all’11 maggio 2020 previsto dall’art. 83 del “decreto Cura Italia” (d.l. 17 marzo 2020, n. 18) e prorogato dall’art. 36 del “decreto liquidità” (d.l. 8 aprile 2020, n. 23), non è applicabile ai procedimenti cautelari nanti le Commissioni tributarie. Ciò è quanto precisato dall’Agenzia delle entrate con la circolare 10/E del 16 aprile 2020, volta a fornire chiarimenti circa la disciplina straordinaria prevista dal legislatore al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria.

A tale conclusione si giunge agevolmente considerando che il terzo comma dell’art. 36 del decreto Cura Italia, esclude espressamente dal rinvio generalizzato delle udienze, i procedimenti cautelari previsti dal codice di procedura civile volti a ottenere la provvisoria esecutività delle sentenze impugnate, nonché, più in generale, “tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti”. Per quanto concerne i primi, la circolare specifica che l’applicabilità di tali procedimenti anche al processo tributario è ormai pacifica in virtù del richiamo espresso dell’art. 49, d.lgs. 546 del 1992.

Inoltre, l’Agenzia fa salvi dal rinvio d’ufficio anche i giudizi cautelari finalizzati alla sospensione degli effetti dell’atto impugnato, nonché quelli inerenti alla sospensione dell’esecuzione nei giudizi innanzi alla Commissione tributaria regionale aventi per oggetto provvedimenti sanzionatori. Ciò in quanto il differimento della trattazione di tali procedimenti è idonea a cagionare un grave pregiudizio alle parti. Per la medesima ragione, la circolare indica tra i giudizi esclusi dal rinvio, i procedimenti finalizzati all’adozione delle misure cautelari dell’iscrizione di ipoteca o dell’esecuzione del sequestro conservativo previsti dall’art. 22, d. lgs. 472 del 1997.

La circolare 10/E, pur provenendo dalla parte processuale “avversaria”, ha dunque avuto il merito di ricordare che le istanze di tutela urgente formulate dal contribuente devono essere portate avanti, nonostante la situazione emergenziale in corso. Si segnala che, ad oggi, alcune Commissioni tributarie, investite della decisione circa la sospensione cautelare dell’esecuzione degli atti impositivi, hanno deciso per il rinvio a nuovo ruolo, diversamente altre hanno optato per un differimento dell’udienza a data fissa.

 

Sara Pestarino

Aprile 2020

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