Brexit: raggiunta un’intesa ma sugli accordi commerciali il compromesso non sarà facile

Dopo un complesso negoziato, Regno Unito e Unione europea hanno finalmente raggiunto un’intesa in merito ad alcune delle più importanti tematiche di questa Brexit, tra cui i diritti dei cittadini europei, la decisione di non costruire frontiere fisiche in Irlanda e gli impegni finanziari di Londra.

Nelle prossime settimane si aprirà una seconda fase di negoziati e sarà necessario trovare un compromesso per quanto riguarda la conclusione di un nuovo accordo doganale e l’uscita dal mercato comune.

Il governo britannico ha espresso la volontà di continuare a far parte dell’unione doganale europea fino al 2021 e di concludere un accordo di libero scambio sul modello di quello sperimentato dall’Ue con la Norvegia e con la Svizzera.

Risulta difficile fare previsioni ma non c’è dubbio che, anche nell’ipotesi di raggiungimento di un accordo di libero scambio, importazioni ed esportazioni verso l’Inghilterra determineranno maggiori costi per le imprese: la fine del mercato unico e il ritorno alle procedure doganali comporteranno, inevitabilmente, adempimenti e spese amministrative, nonché garanzie finanziarie connesse alle operazioni doganali, con impatti anche sull’Iva e le accise.

Un accordo di libero scambio, inoltre, renderà più complessa la gestione dei processi produttivi, poiché occorrerà valutare – caso per caso – se la merce, importata o esportata verso il Regno Unito, può beneficiare dell’origine preferenziale, dato che sempre più spesso i prodotti sono il risultato di lavorazioni e componenti di molti paesi.

Dicembre 2017

Sara Armella

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