Brexit: posticipata l’introduzione dei controlli alla Dogana UK

Brexit e Covid-19: nuovamente posticipati i controlli all’importazione nel Regno Unito

Il Regno Unito ha posticipato l’introduzione dei controlli doganali sulle importazioni provenienti dall’Unione europea. Lo ha annunciato il governo UK l’11 marzo scorso, con l’obiettivo di assicurare alle aziende il tempo di organizzarsi per la nuova gestione dei flussi doganali e per far fronte al perdurare dell’emergenza da Covid-19.

Il ritorno dei controlli doganali

Con la Brexit tornano le procedure e i controlli doganali alla frontiera tra UE e UK. Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito non è più parte del mercato unico e dell’unione doganale europea e gli scambi commerciali tra i due blocchi non sono più trattati come operazioni intraunionali, bensì come vere e proprie operazioni doganali di importazione ed esportazione. In tale contesto, per gli operatori si è reso necessario conoscere e valutare adeguatamente l’impatto applicativo delle nuove regole, a beneficio della compliance e della ottimale pianificazione dei flussi commerciali.

In particolare, per consentire alle imprese (e alla Dogana UK) di prepararsi in modo graduale e per evitare uno stop totale agli approvvigionamenti dall’Unione europea, il Regno Unito ha unilateralmente previsto una disciplina transitoria per le importazioni in UK (si veda il modello operativo doganale approvato dal Governo inglese, c.d. Border Operating Model).

Inizialmente, il governo britannico aveva deciso di introdurre i nuovi controlli doganali in tre fasi, con piena applicazione da luglio 2021. Fino a tale data, ora posticipata al mese di gennaio del 2022, le importazioni in UK non devono essere obbligatoriamente accompagnate da una dichiarazione doganale, che può essere presentata successivamente. Per ridurre i tempi di attesa alla Dogana UK, in sostanza, non vi è l’obbligo di presentare immediatamente tutta la documentazione doganale. L’operatore ha, tuttavia, l’onere di tenere traccia delle operazioni di importazione effettuate, registrando i dati identificativi dei beni e dell’operazione svolta. La dichiarazione doganale completa dovrà, infatti, pervenire alla Dogana britannica entro sei mesi dall’importazione.

Il 1° aprile 2021, inoltre, avrebbe dovuto prendere vita la c.d. fase due, con l’introduzione dei requisiti di pre-notifica e dei controlli sanitari e fitosanitari per i prodotti di origine animale e per gli alimenti ad alto rischio. Il Regno Unito ha, tuttavia, annunciato che, a causa della pandemia, i termini di reintroduzione dei controlli doganali per l’import in UK devono essere ulteriormente posticipati.

L’Agenzia delle dogane, con l’avviso del 17 marzo 2021, ha comunicato agli operatori italiani che esportano verso UK il nuovo calendario dei controlli alla Dogana UK.

Controlli doganali non obbligatori fino al 1° gennaio 2022

Per quanto riguarda le procedure doganali, come anticipato, la possibilità di utilizzare il sistema di dichiarazione differita, fino a sei mesi dopo l’importazione della merce, è stata prorogata al 1° gennaio 2022. Tale semplificazione non opera, tuttavia, per alcuni tipi di prodotti (c.d. controlled goods), come, per esempio, i beni soggetti ad accisa o a dazi antidumping, i farmaci controllati, i prodotti chimici o le specie in pericolo di estinzione. Per tali beni, è, infatti, necessario presentare alla frontiera UK una dichiarazione doganale completa già dal 1° gennaio 2021.

Un’ulteriore agevolazione prevista dal Regno Unito riguarda le dichiarazioni di sicurezza e protezione sulle merci importate, che non saranno obbligatorie fino al 1° gennaio 2022.

I controlli sui prodotti sanitari e fitosanitari

Il governo britannico ha posticipato, inoltre, l’obbligo di pre-notifica per l’importazione dei prodotti di origine animale (c.d. POAO, Products of Animal Origin), di alcuni sottoprodotti di origine animale (c.d. ABP) e degli alimenti ad alto rischio di origine non animale (High-Risk Food and Feed Not of Animal Origin, HRFNAO). Soltanto a partire dal 1° ottobre 2021 sarà richiesta la pre-notifica per l’importazione di tali merci ed entreranno in vigore ulteriori requisiti per i certificati sanitari di esportazione sui beni POAO e ABP.

Inoltre, tali prodotti, così come i beni ad alto rischio, non saranno soggetti a controlli fisici sanitari e fitosanitari per tutto il 2021. Dal 2022, la verifica di tali requisiti avverrà, in ogni caso, presso i punti di controllo di frontiera e non nel luogo di destinazione della merce.

Per i prodotti vegetali e per le piante non ad alto rischio slittano al 1° gennaio 2022 sia i requisiti di pre-notifica, sia i controlli documentali, nonché l’obbligo di presentare in Dogana l’apposito certificato fitosanitario. Da marzo 2022, saranno, infine, operative le verifiche sugli animali vivi e sulle piante e vegetali a basso rischio ai posti di controllo frontalieri.

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea

Unitamente alla decisione unilaterale del governo UK di prorogare i termini di reintroduzione dei controlli doganali alla frontiera con l’Unione europea, il Regno Unito ha annunciato di voler prorogare a settembre il termine per l’entrata in vigore delle misure di controllo definitive al confine con l’Irlanda del Nord, violando così le disposizioni contenute nel Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord. In data 15 marzo 2021, la Commissione europea ha, pertanto, avviato una procedura di infrazione nei confronti del governo britannico, inviando una lettera di messa in mora per aver violato le disposizioni sostanziali del protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord, nonché l’obbligo di buona fede ai sensi dell’Accordo di recesso del 31 gennaio 2020.

Sara Armella

Related Posts

© 2016 Studio Armella - All rights reserved.