Amministratore, sindaco, revisore: Irap non dovuta

I compensi del professionista conseguiti nell’esercizio degli incarichi di amministratore, sindaco, revisore e consulente tecnico non sono soggetti a Irap. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 15 febbraio 2018, n. 3790.

Com’è noto, il presupposto dell’Irap è rappresentato dall’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata, requisito che viene a mancare nel caso di professionisti che ricoprono le cariche di amministratore o sindaco di società capitali terze e che, dunque, prestano la propria attività nel quadro di realtà più ampie, organizzate sotto l’altrui interesse e responsabilità.

A differenza di quanto eccepito dall’Agenzia delle entrate, la Suprema Corte ha chiarito che la mera partecipazione di un professionista in uno studio non è sufficiente a soddisfare il requisito dell’autonoma organizzazione, occorrendo, a tal fine, che quest’ultimo sia il responsabile della struttura, che impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile e che ricorra, in modo non occasionale, al lavoro di terzi.

I giudici di legittimità hanno, pertanto, affermato che sono soggetti a Irap soltanto i compensi del libero professionista che derivano dall’attività da lui autonomamente gestita e organizzata, a nulla rilevando i redditi eventualmente percepiti presso strutture terze.

 

Elisabetta Zepponi

Febbraio 2018

 

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