Al via il nuovo modello di convenzione Ocse contro le doppie imposizioni

E’ stato pubblicato lo scorso 18 dicembre il nuovo modello di convenzione Ocse, che sostituisce quello del luglio 2014. Com’è noto, l’aggiornamento del documento in oggetto si basa principalmente sui risultati raggiunti nell’ambito del progetto Beps, che l’Ocse aveva lanciato nel 2013 e che ha portato alla redazione di quindici rapporti su diversi temi controversi della fiscalità internazionale: dalla revisione delle linee guida sul transfer pricing alla nuova definizione di stabile organizzazione, dalle nuove regole di contrasto agli “ibridi” fiscali al “Common Reporting Standard” obbligatorio per le multinazionali.

Di particolare interesse sono le modifiche portate all’art. 5 del modello, che definisce il concetto di stabile organizzazione.

Sono, infatti, state riscritte le nozioni di “agente dipendente” e “agente indipendente”, utilizzate per stabilire la presenza di una stabile organizzazione personale.

Sulla base dei nuovi criteri si considera “agente dipendente” un intermediario che opera per conto di un’impresa, stipulando abitualmente contratti senza che intervengano modifiche da parte della casa madre.  La novità sostanziale è che l’agente dipendente può ricoprire il ruolo di colui che conduce alla conclusione dei contratti e non solo di colui che li stipula fungendo da intermediario, come stabilito dal vecchio modello.

Diversamente, si considera “agente indipendente” (pertanto soggetto che non configura una stabile organizzazione) colui che, dotato di indipendenza giuridica ed economica, conclude contratti nell’ambito della propria attività ordinaria (senza naturalmente che vi sia un rapporto di controllo della casa madre).

 

Luca Piemontese

Gennaio 2018

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