Accordo UE-Vietnam: riduzione dei dazi doganali e vantaggi per le imprese

In data 8 giugno 2020, l’Assemblea legislativa vietnamita ha ratificato l’Accordo di libero scambio con l’Unione europea, già approvato dal Parlamento europeo lo scorso 12 febbraio. Il testo è suddiviso in due sezioni: una relativa al libero scambio dei beni, che entrerà in vigore il 1° agosto 2020 (c.d. EVFTA) e una sulla protezione degli investimenti (c.d. EVIPA), per il quale occorrerà attendere la ratifica da parte dei singoli Stati membri.

Come è noto, l’Unione europea, dopo la Cina, rappresenta già il principale partner commerciale del Vietnam.  L’accordo, tuttavia, introduce nuovi e ulteriori vantaggi per i consumatori, i lavoratori, gli agricoltori e le imprese.

L’obiettivo principale dell’intesa è quello di ridurre progressivamente le tariffe daziare sulle rispettive importazioni: l’Ue e il Vietnam hanno previsto l’abolizione di circa il 70% dei dazi, che saranno poi quasi totalmente azzerati nell’arco dei prossimi 7 anni.

Le agevolazioni riguardano principalmente il settore della meccanica, degli autoveicoli, i prodotti farmaceutici, gli articoli tessili, nonché numerosi prodotti agroalimentari. Al riguardo, l’accordo prevede il riconoscimento, da parte del Vietnam, di 169 Indicazioni geografiche europee (come lo Champagne, il Parmigiano Reggiano e il vino della Rioja) mentre l’UE si impegna a proteggere 39 prodotti tipici vietnamiti.

L’accordo si estende, inoltre, ai servizi bancari, al trasporto marittimo e alle poste, nei quali le aziende europee avranno un migliore accesso, mentre ulteriori agevolazioni sono previste nel settore dei servizi urbanistici di pianificazione architettonica e urbana e in quello dei servizi finanziari, in cui il Vietnam garantirà l’applicazione del principio del trattamento nazionale.

In base alla Comunicazione della Commissione Ue 2020/C 196/06, a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo, la prova dell’origine preferenziale per le esportazioni di prodotti UE in Vietnam potrà avvenire unicamente mediante dichiarazione su fattura, compilata da un esportatore registrato al sistema REX. Non sarà invece possibile ricorrere ai certificati di circolazione EUR. 1 né allo status di esportatore autorizzato.

Luglio 2020

Studio Armella & Associati

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