Accertamenti induttivi e reati tributari: devono essere considerati anche i componenti negativi non dichiarati

La Corte di Cassazione ha chiarito che, anche nelle ipotesi di accertamento induttivo di un maggior imponibile, occorre tener conto dei costi necessari per la produzione del reddito (Cass. pen., sez. III, 16 maggio 2018, n. 21639).

Nel caso in esame una Società aveva subito un accertamento basato sul volume d’affari risultante dalla dichiarazione Iva dalla stessa presentata e nella quale erano indicati anche dei costi che, in sede di rideterminazione del reddito, non sono stati tenuti in considerazione.

Com’è noto, l’Amministrazione finanziaria, in sede di verifica dell’accertamento, ha la possibilità di ricorrere a presunzioni ma deve comunque tener conto delle componenti negative del reddito che, qualora non siano certe, possono essere determinate induttivamente, così come avviene per le componenti positive.

Al riguardo, i giudici di legittimità hanno precisato che se, da un lato, è vero che in tema di reati tributari i costi non contabilizzati devono essere considerati soltanto in presenza di allegazioni fattuali, è altrettanto vero che nella rideterminazione del reddito imponibile non può non tenersi conto di tutti gli elementi, positivi e negativi, che concorrono a formarlo.

Sara Armella

Elisabetta Zepponi

 

Giugno 2018

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